Come tutte le grandi Ville della campagna bolognese, anche quella di proprietà della Mensa arcivescovile aveva un oratorio interno che serviva per celebrare le sacre funzioni nei giorni festivi ad uso delle famiglie del Quartiere del palazzo del Vescovo ed i riti in forma solenne in occasione della visita del cardinale.

   
Fino agli ultimi anni del Settecento esso fu regolarmente oggetto delle visite pastorali dei vescovi bolognesi e non si ha riscontro di documenti che indichino una consacrazione diversa da quella precedentemente indicata; bisogna arrivare agli anni successivi alla morte del Lelli per avere notizie dell’Oratorio di S.Luigi Gonzaga, di proprietà Tadolini, probabilmente riconsacrato dopo una ristrutturazione effettuata da successivi interventi di consolidamento, resi necessari poiché durante i primi trent’anni del XIX secolo il signor Paolo Bernardino Lelli mantenne sempre la residenza a Bologna ed effettuò un intenso sfruttamento speculativo della tenuta (comportandosi come quasi tutti gli altri latifondisti che non risiedevano nelle loro proprietà) trascurando la villa.